martedì 29 dicembre 2015

Tutinudi

Prosegue la tradizione dei nuovi testi in anteprima su questo blog.
N.B.: ho dovuto chiudere il sito riccardololli.com in quanto realizzato su piattaforma Wordpress, su cui non riesco a mettere il disclaimer dei cookies finchè non prenderò un qualche master in programmazione. Roba semplice. In culo.

Il brano che segue è già stato inciso, si chiama Tutinudi e dura oltre 8 minuti.


Scusi, sa che ore sono? No, sono nudo.
Ah sì buongiorno, buongiorno come va?
Ho delle pendenze, ci si penserà, entro dicembre, entro settimana,
non entro, lascio passare la befana, poi dopo entro nel mito.
Ma quello là è vestito, ha un tessuto ignifugo che gli brucia in testa.
Ma sì, è una nuova moda hip, ha un gettone della sip?
No, sono nudo, l’igiene è ben curata, l’immagine è curata,
mi scusi il disordine mentale, l’avessi saputo avrei pulito.
Ma quello là è vestito, si porta da solo al guinzaglio,
ma sì, se non mi sbaglio. E’ suo questo bagaglio?
No, sono nudo, si vede quasi subito se sudo, per questo mi ricopro con il talco
e provoco conati ai meno fortunati che devono cantare sopra un palco,
li indico col dito finchè non han finito.
Ma quello là è vestito, ricoperto da foto di sé stesso nudo
stampate su carta riciclata, una risma di pensieri si affolla nella mente…
Scusi, sa che ore sono?

Fammi vedere cosa c’è sotto, cosa c’è sotto il vestito
Sotto il vestito niente di niente di niente del niente sparito
C’era un disegno, c’era un ritratto, un vetro rotto, un vetro intatto
Parole parole parole ed un fatto, 6 + 6 + 6 = 18
Fammi vedere cosa c’è dentro, cosa c’è dentro la mente
Dentro la mente niente di niente di niente del tutto più assente
Un quadro sbagliato, un quadro esatto, un filo di rame che non fa contatto
Un filo di voce, un pelo di gatto, fammi vedere cosa c’è sotto

Buongiorno, qualcuno prima d’ora le ha mai posato sul palmo della mano
questo smarfone?
Buongiorno, potrebbe essere suo, se lei collabora, se lei collabora.
Faccia una bella firma poi faccia una bella faccia
Anzi lei faccia la faccia che la firma la faccio io
E si ricordi di non recedere prima di un anno, se vuole rivedere suo nonno.

Buongiorno, ed ora mi accanisco,
le faccio vedere le slides, le faccio vedere le slides
Buongiorno, ed ora mi accanisco,
le faccio vedere le slides, e non mi perdonerà mai
Le faccio vedere le slides, come in Arancia Meccanica,
come una setta satanica
Lei pianga calde lacrime, le conserverò in una tanica
Non si asciughi con la manica

Buongiorno, le faccio vedere cosa c’è sotto
Un uomo donnato, un vitello pollato
Buongiorno, un gatto accanito, un gatto caldo, un cane bagnato
Se corro più forte del cane infrangerò il muro del cane
Io corro più forte se piove
Terrò le mani in tasca, sul bordo della vasca la capra casca, la capra casca

Buongiorno, dovrà temere i giovani anche se portan doni, se portano smarfoni
Buongiorno, dovrà farmi vedere i contatori, i suoi tesori
Le donerò un divano, lo so che è tutto vano, ma butta via un divano
Se preferisce un secchio, ma è un modello già vecchio
Non mi rifletto nello specchio