Sto già assaggiando l'estate che spero di evitare il più possibile anche quest'anno rimanendo a casa a dare le medicine all'orto e innaffiare la suocera, ah no viceversa.
Uscirò di casa dalle 12 alle 16 per mangiare polenta col cinghiale senza bere un cazzo.
Cerco l'estate tutto l'anno, e all'improvviso eccola qua.
A causa di figli, moglie e delle loro insane passioni sto scrivendo seduto all'ombra di un enorme gonfiabile del bagno San Marco di Lido di Spina, grazie alla cortesia del gestore Sante che conosciamo già da parecchi anni. Oggi niente ohmbrellone perchè ci fermiamo solo un paio d'ore: ci penserà poi la famiglia nel lungo periodo di luglio, mentre io starò perlopiù a casa a tentare di finire il mio disco.
Qua in spiaggia non c'è wifi, e dovrò trasferire questo testo sul blog in qualche modo arcaico e retrogrado (lo sto riscrivendo, ndr) poichè sto utilizzando l'iPod Touch mentre ascolto Nicola Conte che fa tanto estate fighessa, ma sto disco rompe un pò le balle. Era meglio Bitches Brew che avevo messo prima, ma non si può avere tutto.
L'anno scorso Sante mi disse che non voleva dare il wifi libero a causa della complessa normativa e dei controlli, avrà ragione anche lui, arrivasse mai qualcuno che si mette a chattare seminudo tutto unto con degli anarcoinsurrezionalisti tra uno spritz un mojito una partita a beachvolley un'apericena un discodinner, dopo ci manca pure la polizia postale.
Oggi è il 24 giugno, e ancora manca buona parte delle orde di merde, tutto sommato c'è parvenza umana. Al bar nessuno mi ha pestato i piedi per passarmi davanti. Il sosia di Renato Zero ancora non si esibisce sotto casa. La vecchia del piano di sopra l'ho vista saltellare nell'atrio, come una che prende l'onda e non riesce a fermarsi; ha solo sgocciolato sul nostro balcone un pò di panni stesi ma non ci ha ricoperto con le briciole del pranzo, e pare che abbia anche smesso di trascinare gli armadi alle 4 di notte.
Ieri sera il ristorantone megatronico di Lido degli Estensi - se c'è qualcosa peggio di Spina è gli Estensi - è riuscito a darci un tavolo pur nella ressa del sabato e ci siamo magnati un pò di pesce, con moderazione viste le scarse finanze e il 10% per il servizio. D'altronde qualche grappa del Duce "Vincere" era esposta nel sacrario delle grappe da collezione. C'era un cameriere che sembrava uno di quelli finti come al matrimonio di Venanzio: portava via i piatti senza accertarsi se vuoti o pieni, anche se il mangiante stava mangiando.
Per quanto il servizio fosse comunque efficiente, aspettare un paio d'ore in un ristorante strapieno con le due salamandre minorenni è una cosa che va generalmente evitata.
Zanzare ce n'erano parecchie, ma a quell'ora avevano già mangiato. Ci giravano davanti alla faccia giusto per rompere i maroni.
Il nostro letto ha rete e materasso così immorali che stamattina verso le sette, al passaggio del camion del rusco, mi sono svegliato con i denti spostati.
Qui di fronte alla mia postazione ombreggiata da nonna malata, che camuffo un pò grazie all'iPò e alla maglietta di Frank Zappa, c'è una bellissima piscina unica àncora salvifica dei miei rari momenti adriatici, ma c'è un sacco di gente, ed è veramente un caldo porco come al solito. Che poi non è il caldo, quello lo conosciamo. E' un caldo peggiore, poi la sabbia nei piedi, il secco, l'aria immobile, fermatemi.
Un bimbo all'interno del gonfiabile, protetto da una rete, mi spinge la schiena dicendomi "spingo". Bravo, gli dico, sei coerente.
Tra poco si andrà a fare un'ora di coda da Idea Pizza per mangiare la pizza a metà prezzo, poi sistemarsi un attimo, litigare coi cinni, ripartire, pieno all'iperself che costa meno, generi di prima necessità a Casalecchio, e a casa verso le 20.
Insomma, adesso chiudo e vi saluto con l'altra mano, wish you were here.
Anzi, come dicevamo 25 anni fa a Lagaro:
- How I wish you were here?
- How I wish, how I wish.
domenica 24 giugno 2012
martedì 19 giugno 2012
SOTTOSCRIZIONE
Diffondo anche qui, è una cosa seria.
Se vi sembra il caso, condividete. Poi passerò allo spam per e-mail.
Per il momento posso solo aggiungere il breve dialogo che ho sognato stanotte, che probabilmente diventerà il corto più corto di tutti:
"Ti amo."
"Eh?"
Ma a parte questo, cliccate sul link sottostante, leggete e condividete (e anche pagate, perchè no)
Sottoscrivi per Lolli ad Abbey Road
(Guarda se c'è Lolli ad Abbey Road)
NOTA di aprile 2014: tutto ciò divenne obsoleto a seguito del successful crowdfunding su Musicraiser. Però potete sempre buttare un occhio sulla webcam per vedere se passo da lì, prima o poi ci passerò
mercoledì 30 maggio 2012
domenica 20 maggio 2012
Il fattore X
Sì ho capito, X Factor, il nome riempie la bocca. Mal me ne
incolse quando non resistetti e mi iscrissi online, ma soprattutto quando mi
scappò di dare la notizia nel gruppo segreto di facebook, che ormai le cose le
scrivo solo lì e non sulla mia bacheca, che ho degli amici del cazzo.
Amici del cazzo riempie la bocca, in realtà non è così, solamente c’è qualcuno che non desidero si faccia i fatti miei ed infatti tento di impedirgli di vedere le mie cose modificando la privacy. Gli ho dato l’amicizia perché sono un idiota, roba di lavoro, e poi la mia roba se la postano altri si vede comunque, e non posso mica star lì a cancellare tutto, ad es. una taggata di Farnedi o Masotti bisogna tenerla, e come si fa, insomma va ben a cagare te e facebook.
Dopo la telefonata di una signorina cordiale e senz’altro bella, altro che i soliti call center, che mi chiedeva se per il casting di Milano preferivo domenica 20 o lunedì 21, avevo trovato quattro brani che riempivano la bocca. Non sto neanche a scrivere quali erano.
Amici del cazzo riempie la bocca, in realtà non è così, solamente c’è qualcuno che non desidero si faccia i fatti miei ed infatti tento di impedirgli di vedere le mie cose modificando la privacy. Gli ho dato l’amicizia perché sono un idiota, roba di lavoro, e poi la mia roba se la postano altri si vede comunque, e non posso mica star lì a cancellare tutto, ad es. una taggata di Farnedi o Masotti bisogna tenerla, e come si fa, insomma va ben a cagare te e facebook.
Dopo la telefonata di una signorina cordiale e senz’altro bella, altro che i soliti call center, che mi chiedeva se per il casting di Milano preferivo domenica 20 o lunedì 21, avevo trovato quattro brani che riempivano la bocca. Non sto neanche a scrivere quali erano.
Sempre nel gruppo segreto mi fu proposto di andare su con
auto ed autista, ottimo, accettai, salvo poi un repentino cambio di programma
dell’autista, così mi trovai a fare una delle cose che mi riesce meglio, cioè
progettare un viaggio su internet perdendo ore. Trenitaglia ciucciami la
vestaglia (cit. Salvia) poi la metro verde fino a Cadorna e la metro rossa fino
ad Amendola Fiera. Chiedo conferma per l’appunto a Salvia che abita in zona, e
dice che son stato bravo.
Trascorsi un bel venerdì con W Pasquini perché mi mancava la foto da consegnare al provino, così lui mi fece il book, poi andammo a Punto Radio dove feci il provino in diretta, col controcanto punk / oi! di W Pasquini, e una mangiatina al giapponese di Via Don Sturzo che è decisamente buono, anche per i vegetariani.
Trascorsi un bel venerdì con W Pasquini perché mi mancava la foto da consegnare al provino, così lui mi fece il book, poi andammo a Punto Radio dove feci il provino in diretta, col controcanto punk / oi! di W Pasquini, e una mangiatina al giapponese di Via Don Sturzo che è decisamente buono, anche per i vegetariani.
Stammatina, come dicono a Roma per riempirsi la bocca, son partito alle 3:45 per parcheggiare al binario est. Arrivo sui viali e vedo famiglie sulle aiuole centrali con bimbi in braccio, una roba apocalittica.
Cazz’è, penso per riempirmi la mente, nel frattempo interrompono Raistereonotte
per dare notizia del terremoto. Nel salone della stazione, dopo essere riuscito
velocemente ad acquistare un biglietto automatico con carta di credito, mi
brozza un cingalese cinquantenne pieno di valige e sacchi: “Terremoto, tutti
fuori, you speak english, capisci, treni no linea” tracciando con le braccia un
binario immaginario. Ho cominciato a parlargli in inglese ma era ancora peggio,
mi ha detto “no no, se terremoto linea fermi non so, capisci” poi è passato
agli tsunami dello Sri Lanka, 5 milioni di morti, e son riuscito a
divincolarmi.
Treno delle 5:22 sul binario 10, mi accomodo in un sedile singolo e mangio
anche un tramezzino della coop per riempirmi la bocca. Arriva un cretino sui 20
anni con delle corna rosse di pailettes in testa, potendo scegliere tra 12 vagoni vuoti si
stravacca proprio sul posto singolo di fianco a me e si mette a dormire.
Dopo una mezz’ora passa un ferroviere e mi dice di andare al binario 1 ovest,
dove in effetti c’è qualche sedicenne sulla panchina che canta a cazzo
modulando come Giorgia. Salgo anche lì e dopo un po’ arriva un altro ferroviere che
mi dice “se ne parte uno, è di sicuro quello al binario 10”.
Intanto la voce artificiale ripete incessantemente che sono
in corso verifiche alle infrastrutture a causa di scosse telluriche. Una
signora africana ripete “scosse telluriche, scosse telluriche” per riempirsi la
bocca. Su un’altra panchina dorme un tizio senza un piede, a faccia in giù. Uno
sale gridando che qualcuno lo aiuti a portare su le valige, poi si incazza
perché nessuno lo aiuta. Torna quello con le corna e chiede spiccioli per un
caffè della macchinetta, si incazza perché non glieli dà nessuno. C’è una
ragazza carina che si innamora di me a distanza, succede così di rado che lo
capisco persino io.
Ritorna il primo ferroviere e forma un capannello avendo qualche notizia più
certa, e cioè “partire si parte di sicuro, credo fra una decina di minuti”.
Però sono già le 7:50, bene che vada arrivo a Milano alle 11, poi ho la metro.
I cancelli di X Factor aprono alle 9, tocca stare in fila a prendere il numero,
chissà quanta gente c’è, poi se entro nel meccanismo ferroviario son rovinato,
ho già dormito a Milano Centrale nel 1989 e non intendo ripetere l’esperienza.
Quella volta c’era anche una ragazza di Loiano con cui ci piacemmo un po’ e ci
appoggiammo le testine a vicenda per dormire amorevolmente: oggi non ho nessuno,
neanche e soprattutto di sesso maschile nonostante alcune richieste peraltro
light come nel mio stile, che abbia avuto voglia di sopportare me ed un casting
delirante.
Insomma torno a casa, vedendo poi nel sito che alla prima giornata di casting
milanese del giorno prima c’erano 15.000 persone.
Ci sarebbe anche la mia auto, ma andare a Milano costa qualcosina in più, e soprattutto ho il sentore che se non cambio auto entro l'anno mi esploderà sotto il culo.
Ci sarebbe anche domani, ma come asserisco per riempirmi la bocca “mi sono
rotto il cazzo”.
domenica 8 aprile 2012
Cose di casa
Mimetizzarsi nella savana non è sempre facile, ma a volte ci si camaleontizza in semplicità con un piccolo aiuto dall'arte e dai decori.
"Vaffanculo te e la tua bicicletta."
In attesa di ectoplasmi da rinchiudere nel baule e caricare sul Frecciarossa come faticoso bagaglio a mano
Emerso dalle onde, la tempesta perfetta non è più che un lontano ricordo, e siamo pronti per un mojito da Savini
Se sarà femmina la chiameremo Moplen
Si vede la festa di Cà dei Marchi, ottima occasione per sognare sugose salsicce autoctone ed al contempo per soddisfarsi della propria presenza altrove.
sabato 24 marzo 2012
pagherete caro pagherete tutto
Lo so che le pago sempre. Un gran venerdì sera al concerto di Eloisa Atti col quintetto, io e Rockabilly molto ubriachi a barcollare per una Massa Lombarda calda deserta e piena di illuminazione pubblica. Anche l'ostile navigatore nuovo del Billy si è piegato alla mia potenza irradiante e ci ha fatto parcheggiare di fronte al ristorante, dove il cameriere ci ha offerto pure un'assaggio di frittura di pesce. Dopo il concerto, durante il quale mi sono adagiato nell'avvolgente music of the spheres, un indescrivibile pub nel quale l'anzianotto proprietario ci serviva birra artigianale elencandoci le caratteristiche che "se non ci sono, è una birra di merda" e buttandoci arachidi sul tavolo da un piccolo pitale.
Ovviamente, superato il punto di non ritorno che sono le 22, avrei potuto reggere qualsiasi orario, ed infatti sono tornato a casa alle 2:30 di notte.
Il giorno dopo è cominciato con Francesco che, svegliatosi presto, è andato subito a pisciare dentro la cassetta dei gatti, che già sono parecchio stronzi di loro.
Poco dopo ha fatto la spia raccontandomi che Giulio mi aveva fregato 60 centesimi dal portamonete: Giulio negava anche davanti all'evidenza.
Partiamo per andare dai nonni a Monghidoro, con la pandamamma perchè la mia punto è avvolta dentro e fuori da un peculiare aroma di benzene, e almeno cerco di non avvelenare i minorenni.
Essendo già pratico, chiedevo spesso a Francesco "se hai mal di pancia dimmelo subito", "va bene". Nonostante i previi accordi, ha vomitato poco dopo Zaccanesca, più che altro sulle proprie braghe e sulle mie scarpe.
Giunti a Monghidoro, dovevo spedire urgentemente un pacchetto all'ufficio postale e speravo che i bimbi riuscissero a comprare un sacco di porcherie col nonno nei negozietti. Invece il nonno era molto stanco, così me li sono tirati dietro attraversando l'intero paese. D'acchito abbiamo incontrato la signora novantaduenne che mi ha incaricato di fare un frazionamento di un terreno altrui, a cui gli altrui non acconsentono, e mi è scappata la bestemmia secca vedendola da lontano. Ha detto che mi aveva cercato per dirmi che uno degli altrui, ottantaduenne lisergico pure lui, prima di firmare voleva una firma del tecnico che ammettesse di aver sbagliato a non frazionare 30 anni fa, il tutto mentre tenevo per mano Francesco che mi girava intorno in cerchio costringendomi a ruotare su me stesso fino al collasso degli organi auricolari dell'equilibrio.
Poi un salto al'edicola a comprare le figurine panini dei calciatori 2012, almeno Giulio ha trovato Ibrahimovic che dice essere figurina molto rara.
All'ufficio postale, nell'attesa e con una puzza micidiale di clientela sporca, è entrato il Frumens che non vedevo da settembre, chiedendomi aiuto perchè vuole fare il cd singolo di "Ho Comprato Una Mela" e deve iscriversi alla SIAE. E' stato un pò come parlare ad un personaggio di fantasia. Alla fine gli ho detto "eh bè, la siae, via orfeo, lo sai dov'è, vado perchè vedi, va bè, eaea ea ea ea" con pacca sulla spalla.
http://www.youtube.com/watch?v=4vYAWXps960
Mi sto dimenticando sicuramente qualcosa, anche se sono passate poche ore. Al ritorno verso casa dei nonni c'era anche un africano questuante ma, quando rispondo "no ea ea eaea ea ea" con lo sguardo da operaio appena uscito dalla fonderia che solo io posso avere, non insiste neanche un attimo.
Mangiamo, anche se mentre mangiamo Francesco inspiegabilmente si piscia addosso, bagnando di nuovo le braghe che avevo appena lavato ed asciugato col phon.
Era già da un pò che ero lì ad aspettare la prossima. Invece si addormentano sul divano. Allora vado al piano di sopra nella mia vecchia camera, fabbrico una mezza sigaretta artigianale e ritrovo la collezione di riviste Out Of Time che avevo perso di vista da un pezzo. Ma un urlo dal condominio di fronte mi scuote: "Riccardo!". E' Luigi il pittore, che mi chiede una sigaretta. Non posso negare il possesso di tabacco, perciò lo invito a scendere ed incontrarsi sotto. Arriva con un quadro appena finito, dice. Io non è che capisco tanto di arte classica o moderna, ma uno che gira per Monghidoro a vendere i suoi quadri mi ha sempre lasciato un pò perplesso. Una volta per togliermelo dai maroni gli comprai due stampe a venti euro. Guardo la rappresentazione di un ovale irregolare dettagliato nei contorni, da cui fuoriescono piccole macchie colorate più sfumate che ascendono nel cielo giallo. Dico "bello", non so quale parte del quadro guardare, penso che costerà almeno 500 euro, ed evidentemente Luigi è riuscito a leggere i sottotitoli: "non me ne frega assolutamente un cazzo e a dipingere sono più bravo io", infatti dice "va bè ho capito che non ti interessa" e se ne va ringraziando per la sigaretta.
Ovviamente, superato il punto di non ritorno che sono le 22, avrei potuto reggere qualsiasi orario, ed infatti sono tornato a casa alle 2:30 di notte.
Il giorno dopo è cominciato con Francesco che, svegliatosi presto, è andato subito a pisciare dentro la cassetta dei gatti, che già sono parecchio stronzi di loro.
Poco dopo ha fatto la spia raccontandomi che Giulio mi aveva fregato 60 centesimi dal portamonete: Giulio negava anche davanti all'evidenza.
Partiamo per andare dai nonni a Monghidoro, con la pandamamma perchè la mia punto è avvolta dentro e fuori da un peculiare aroma di benzene, e almeno cerco di non avvelenare i minorenni.
Essendo già pratico, chiedevo spesso a Francesco "se hai mal di pancia dimmelo subito", "va bene". Nonostante i previi accordi, ha vomitato poco dopo Zaccanesca, più che altro sulle proprie braghe e sulle mie scarpe.
Giunti a Monghidoro, dovevo spedire urgentemente un pacchetto all'ufficio postale e speravo che i bimbi riuscissero a comprare un sacco di porcherie col nonno nei negozietti. Invece il nonno era molto stanco, così me li sono tirati dietro attraversando l'intero paese. D'acchito abbiamo incontrato la signora novantaduenne che mi ha incaricato di fare un frazionamento di un terreno altrui, a cui gli altrui non acconsentono, e mi è scappata la bestemmia secca vedendola da lontano. Ha detto che mi aveva cercato per dirmi che uno degli altrui, ottantaduenne lisergico pure lui, prima di firmare voleva una firma del tecnico che ammettesse di aver sbagliato a non frazionare 30 anni fa, il tutto mentre tenevo per mano Francesco che mi girava intorno in cerchio costringendomi a ruotare su me stesso fino al collasso degli organi auricolari dell'equilibrio.
Poi un salto al'edicola a comprare le figurine panini dei calciatori 2012, almeno Giulio ha trovato Ibrahimovic che dice essere figurina molto rara.
All'ufficio postale, nell'attesa e con una puzza micidiale di clientela sporca, è entrato il Frumens che non vedevo da settembre, chiedendomi aiuto perchè vuole fare il cd singolo di "Ho Comprato Una Mela" e deve iscriversi alla SIAE. E' stato un pò come parlare ad un personaggio di fantasia. Alla fine gli ho detto "eh bè, la siae, via orfeo, lo sai dov'è, vado perchè vedi, va bè, eaea ea ea ea" con pacca sulla spalla.
http://www.youtube.com/watch?v=4vYAWXps960
Mi sto dimenticando sicuramente qualcosa, anche se sono passate poche ore. Al ritorno verso casa dei nonni c'era anche un africano questuante ma, quando rispondo "no ea ea eaea ea ea" con lo sguardo da operaio appena uscito dalla fonderia che solo io posso avere, non insiste neanche un attimo.
Mangiamo, anche se mentre mangiamo Francesco inspiegabilmente si piscia addosso, bagnando di nuovo le braghe che avevo appena lavato ed asciugato col phon.
Era già da un pò che ero lì ad aspettare la prossima. Invece si addormentano sul divano. Allora vado al piano di sopra nella mia vecchia camera, fabbrico una mezza sigaretta artigianale e ritrovo la collezione di riviste Out Of Time che avevo perso di vista da un pezzo. Ma un urlo dal condominio di fronte mi scuote: "Riccardo!". E' Luigi il pittore, che mi chiede una sigaretta. Non posso negare il possesso di tabacco, perciò lo invito a scendere ed incontrarsi sotto. Arriva con un quadro appena finito, dice. Io non è che capisco tanto di arte classica o moderna, ma uno che gira per Monghidoro a vendere i suoi quadri mi ha sempre lasciato un pò perplesso. Una volta per togliermelo dai maroni gli comprai due stampe a venti euro. Guardo la rappresentazione di un ovale irregolare dettagliato nei contorni, da cui fuoriescono piccole macchie colorate più sfumate che ascendono nel cielo giallo. Dico "bello", non so quale parte del quadro guardare, penso che costerà almeno 500 euro, ed evidentemente Luigi è riuscito a leggere i sottotitoli: "non me ne frega assolutamente un cazzo e a dipingere sono più bravo io", infatti dice "va bè ho capito che non ti interessa" e se ne va ringraziando per la sigaretta.
lunedì 12 marzo 2012
Uomini e cofani
Vengo da una famiglia collezionista da parte di mamma. Dopo 44 anni conserva ancora il moncherino del mio cordone ombelicale, giuro. Sto facendo giocare i miei figli con i Playmobil del 1974, nonchè con la rarissima collezione completa di Barbapapà in gomma prodotti dalla Fabianplastica. Leggiamo valanghe di libri e giornalini che mia mamma aveva cominciato a conservare dieci anni prima della mia nascita.
Sarebbe stato incompatibile con l’asse strutturale genetico non essere parimenti feticista e quindi, trasportandomi in ambito musical-discografico, ho un sacco di vinili e cd, anche inutili, tipo i cd singoli degli U2.
Ogni tanto intrattengo qualche breve dialogo con amici rudi ma saggi, che mi dicono: “Allora, facciamo il punto. Tu hai già il vinile di We’re Only In It For The Money di Zappa. Adesso spiegami perchè dovresti spendere 45 euro per comprare un cd giapponese imitazione in miniatura di un originale che hai già!”. Ammetto di avere bisogno di queste strigliate, soprattutto adesso che è finita la festa, ho comprato moglie casa e due bimbi e non ci sono più soldi per Amazon. Ho finanziato parecchio Nannucci e Rockshop dal 1983, poi però hanno chiuso prima loro.
Vabbè, mi sono spinto online fino in Brasile per completare la discografia degli Os Mutantes, in Irlanda e Gran Bretagna vado di Christy Moore e Gong, i dischi di Bernard Lubat me li faccio mandare dal suo paesino Uzeste, ma le ore trascorse da Nannucci sono state veramente tante.
Una delle ultime esperienze fisiche in negozio, tuttavia, è stato accorgersi del ritorno in catalogo dei cd di John Martyn, introvabili da anni. Island, edizione standard con l’arcobaleno sulla costina, niente remaster o bonus tracks; almeno avevano il jewel case nuovo fiammante senza graffi, segno di ristampa recente, e non c'era il bollino SIAE a mezza via che sigilla l’apertura, abominio criminale. Chi me li restituirà i quarti d’ora passati a togliere le tracce di adesivo facendo un’operazione molto simile alla depilazione a strip?
Insomma ne compro solo tre, perchè i miei sensi di ragno mi facevano sospettare qualcosa. E infatti dopo 15 giorni vedo la pubblicità della nuova serie JOHN MARTYN REMASTER. Ho dovuto ricomprare anche quei tre, e ovviamente su ebay nessuno ne vuole mezza dei vecchi unremasters.

Via via fino ad essere sommersi dalle Deluxe Edition di qualcosa uscito 10 anni fa (che per il mio orologio biodiscografico equivalgono a 10 minuti); oppure il cofanettone di Quadrophenia con 4 cd, dvd, 45 giri, foto, foglietti, libro; la recente apoteosi delle Immersion Edition dei Pink Floyd. Attualmente The Wall consta di 6 cd e 1 dvd, e costa 100 euro.
Innanzitutto mi chiedo se qualcuno è ancora senza The Wall in casa. Io ad esempio ho il vinile, e la versione del cofanetto Shine On dei primi anni ’90: pensavo di essere già abbastanza rimasterizzato. Poi ho trovato da scaricare (illegalmente) in rete la versione quadrifonica, il dvd audio 96/24, la prima stampa tedesca su cd, la versione deemphasized (non mi chiedete, non ho mica avuto voglia di capire).
Idem per Dark Side Of The Moon, di cui ho due vinili (uno è originale dell’epoca) e tre cd, oltre alle suddette versioni trovate in rete. E nonostante questo la EMI riesce ad attirarmi verso il nuovo cofano da 100 euro, che lascerò comunque lì dove sta.
Ci fanno comprare lo stesso disco più o meno ogni 5 anni, dal 1970.

Poi c’è Steven Wilson, che è un capitolo a parte nella storia dell’umanità vinilica. L’ho amato come tutte le donne che non ho potuto avere: in casa ho della sua roba su picture disc che aveva registrato da bambino, vinili colorati, cd allegati a fanzine inglesi e riviste greche, il disco degli Opeth dove suona un pezzo alla tastiera, quello di Fish che ha mixato. L’ho comprato eccome il cofanettone di Grace For Drowning, coi suoi 3 cd e il bluray, costava relativamente poco, e non era una cosa che avessi già. Però d’ora in poi andiamoci piano. Senonchè Steven si è messo a rimasterizzare e rimixare in 5.1 tutti i King Crimson, poi evidentemente ha buttato giù due Brufen da 600 con una Red Bull, una spruzzata di Babyrinolo, un caffettino, ed ha rimixato anche un disco dei Caravan e Aqualung dei Jethro Tull.
Ero appena riuscito a vendere su ebay i vecchi cd dei KC dopo aver completato la collezione del 30° anniversario in versione giapponese, benchè avessi già i vinili. Ricompriamo pure tutto per il 40°, in rete i prezzi sono accettabili. Però non avrò mai il tempo per capire se, come sostiene un eminente discografico mio amico su Facebook, Steven ha tolto il mellotron da un brano di Lizard. Anche l’ultimo album di Steven alias Bass Communion è uscito in doppio LP più un cd, e dice che i supporti sono mixati diversamente. Dovrò aspettare che i miei figli prendano la patente per avere la mezza giornata necessaria a comparare le versioni.

Se i responsabili della EMI investissero una qualche scarna risorsa ad esempio in me, che ho pubblicato 2 album con i Central Unit. Almeno lo saprebbe qualcuno in più e se li scaricherebbe gratis, invece niente. Potrebbero anche pagarmi le royalties in cofanetti.
Non sono mica tanto furbi.

N.B. - Questo post è stato scritto per www.stonehand.it
Sarebbe stato incompatibile con l’asse strutturale genetico non essere parimenti feticista e quindi, trasportandomi in ambito musical-discografico, ho un sacco di vinili e cd, anche inutili, tipo i cd singoli degli U2.
Ogni tanto intrattengo qualche breve dialogo con amici rudi ma saggi, che mi dicono: “Allora, facciamo il punto. Tu hai già il vinile di We’re Only In It For The Money di Zappa. Adesso spiegami perchè dovresti spendere 45 euro per comprare un cd giapponese imitazione in miniatura di un originale che hai già!”. Ammetto di avere bisogno di queste strigliate, soprattutto adesso che è finita la festa, ho comprato moglie casa e due bimbi e non ci sono più soldi per Amazon. Ho finanziato parecchio Nannucci e Rockshop dal 1983, poi però hanno chiuso prima loro.
Vabbè, mi sono spinto online fino in Brasile per completare la discografia degli Os Mutantes, in Irlanda e Gran Bretagna vado di Christy Moore e Gong, i dischi di Bernard Lubat me li faccio mandare dal suo paesino Uzeste, ma le ore trascorse da Nannucci sono state veramente tante.
Una delle ultime esperienze fisiche in negozio, tuttavia, è stato accorgersi del ritorno in catalogo dei cd di John Martyn, introvabili da anni. Island, edizione standard con l’arcobaleno sulla costina, niente remaster o bonus tracks; almeno avevano il jewel case nuovo fiammante senza graffi, segno di ristampa recente, e non c'era il bollino SIAE a mezza via che sigilla l’apertura, abominio criminale. Chi me li restituirà i quarti d’ora passati a togliere le tracce di adesivo facendo un’operazione molto simile alla depilazione a strip?
Insomma ne compro solo tre, perchè i miei sensi di ragno mi facevano sospettare qualcosa. E infatti dopo 15 giorni vedo la pubblicità della nuova serie JOHN MARTYN REMASTER. Ho dovuto ricomprare anche quei tre, e ovviamente su ebay nessuno ne vuole mezza dei vecchi unremasters.

Via via fino ad essere sommersi dalle Deluxe Edition di qualcosa uscito 10 anni fa (che per il mio orologio biodiscografico equivalgono a 10 minuti); oppure il cofanettone di Quadrophenia con 4 cd, dvd, 45 giri, foto, foglietti, libro; la recente apoteosi delle Immersion Edition dei Pink Floyd. Attualmente The Wall consta di 6 cd e 1 dvd, e costa 100 euro.
Innanzitutto mi chiedo se qualcuno è ancora senza The Wall in casa. Io ad esempio ho il vinile, e la versione del cofanetto Shine On dei primi anni ’90: pensavo di essere già abbastanza rimasterizzato. Poi ho trovato da scaricare (illegalmente) in rete la versione quadrifonica, il dvd audio 96/24, la prima stampa tedesca su cd, la versione deemphasized (non mi chiedete, non ho mica avuto voglia di capire).
Idem per Dark Side Of The Moon, di cui ho due vinili (uno è originale dell’epoca) e tre cd, oltre alle suddette versioni trovate in rete. E nonostante questo la EMI riesce ad attirarmi verso il nuovo cofano da 100 euro, che lascerò comunque lì dove sta.
Ci fanno comprare lo stesso disco più o meno ogni 5 anni, dal 1970.

Poi c’è Steven Wilson, che è un capitolo a parte nella storia dell’umanità vinilica. L’ho amato come tutte le donne che non ho potuto avere: in casa ho della sua roba su picture disc che aveva registrato da bambino, vinili colorati, cd allegati a fanzine inglesi e riviste greche, il disco degli Opeth dove suona un pezzo alla tastiera, quello di Fish che ha mixato. L’ho comprato eccome il cofanettone di Grace For Drowning, coi suoi 3 cd e il bluray, costava relativamente poco, e non era una cosa che avessi già. Però d’ora in poi andiamoci piano. Senonchè Steven si è messo a rimasterizzare e rimixare in 5.1 tutti i King Crimson, poi evidentemente ha buttato giù due Brufen da 600 con una Red Bull, una spruzzata di Babyrinolo, un caffettino, ed ha rimixato anche un disco dei Caravan e Aqualung dei Jethro Tull.
Ero appena riuscito a vendere su ebay i vecchi cd dei KC dopo aver completato la collezione del 30° anniversario in versione giapponese, benchè avessi già i vinili. Ricompriamo pure tutto per il 40°, in rete i prezzi sono accettabili. Però non avrò mai il tempo per capire se, come sostiene un eminente discografico mio amico su Facebook, Steven ha tolto il mellotron da un brano di Lizard. Anche l’ultimo album di Steven alias Bass Communion è uscito in doppio LP più un cd, e dice che i supporti sono mixati diversamente. Dovrò aspettare che i miei figli prendano la patente per avere la mezza giornata necessaria a comparare le versioni.

Se i responsabili della EMI investissero una qualche scarna risorsa ad esempio in me, che ho pubblicato 2 album con i Central Unit. Almeno lo saprebbe qualcuno in più e se li scaricherebbe gratis, invece niente. Potrebbero anche pagarmi le royalties in cofanetti.
Non sono mica tanto furbi.

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