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venerdì 31 agosto 2012

Oggettistica


Questa foto è stata scattata martedì 28 agosto 2012 in una casa non ancora censita al Catasto Fabbricati.
Evidentemente avevo già visto questo gadget tanti anni fa, poichè il 25 marzo 1988 scrissi nel mio diario scolastico:

La donna a 10 anni è come il treno:
va.
La donna a 22 anni è come il taxi:
va.
La donna a 37 anni è come il bus:
va.
La donna a 60 anni va:
è come la bici.

Il giorno dopo aggiunsi:

La luce è come il buio:
quando è buio non si vede.
La donna è come l'uomo:
anch'essa ha le gambe.

mercoledì 7 marzo 2012

Uomini e camion

Questa cosa perdura nel tempo, soprattutto appena entrato in autostrada a Casalecchio. Sto sulla destra tranquillo, e dietro un tir che mentre lo semino mi lampeggia.
Ne sorpasso un altro, regolarmente, poco traffico, ampio margine di cambio corsia, e mi lampeggia e strombazza.
Un altro comincia a lampeggiare e strombazzare a Sasso Marconi e smette a Rioveggio quando imbocco l'uscita.

Pago € 2,10 rispondendo in automatico con un "tua madre" alla macchinetta che dice graziearrivederci, poi mi fermo subito nel parcheggio a controllare la mia punto. Ha una gomma a terra? I fanali rotti? Sto perdendo le gomme? Ho inavvertitamente lasciato un cervo a penzolare dal finestrino? Qualcuno mi ha attaccato un adesivo volgare sul paraurti? Ha preso fuoco? No, niente.

Anche perchè in effetti di piccoli inconvenienti automobilistici me ne sono capitati. Quando la fondovalle Savena era chiusa per frana, dovendo andare a Bologna passavo per una cavedagna in mezzo ad un bosco per recuperare qualche minuto sul tragitto indecentemente allungato. Sento un tonfo, guardo lo specchietto e vedo la mia marmitta a terra tra gli alberi.
Un'altra volta che volevo andare ad un concerto di Farnedi, durante una rotonda a Casalecchio sento un rumoraccio e l'auto non tiene più la strada. Mi fermo al volo e noto che il cerchio destro è marcito e si sta staccando dalla parte centrale, che ha ancora i bulloni ben saldi. Ancora pochi metri e perdo la ruota. Fosse successo mezz'ora prima in galleria ai 130, allora sì che qualche tir mi avrebbe suonato a ragion veduta.

Da qualche mese sento una tanfa intensa di benzina dentro l'abitacolo, e anche fuori se la lascio nel garage dell'ufficio. Non carico più i bimbi per non avvelenarli. Una mattina ho dato l'auto a mia moglie per andare a lavorare, pensando di convincerla che è ora di cambiarla. Tornata, mi ha risposto che sentiva solo puzza di arbre magique al cocco, epperò faceva uno strano rumore.
Difatti ha cominciato a fare un rotototototototo, sono andato dal meccanico che mi ha fermato con due fascette un tubo lì che non so cos'è, che sbatteva sulla carrozzeria. Non ha voluto niente, gli ho fatto pena.
Ho trovato una fornitura semestrale di arbre magiques al cocco dentro un cassetto di mia suocera quando abbiamo svuotato la casa per affittarla. Erano lì credo dal 1985, ancora chiusi nella plastica, è stato un netto tuffo nel passato. Anche gli arbre non sono più quelli di una volta.

Anche la carrozzeria ha parecchie defaillances da quella mattina nevosa in cui andai a sbattere contro un'altra punto che aveva frenato per evitare un camion fuori mano. Scende quello della punto, un pò incazzato, dicendo "Cos'è successo qui?", ma è il mio amico Fabrizio, e quando mi vede dice "Ah sei te, ciao, tutto bene a casa?"
Da allora mi ha leggermente tamponato un sacco di gente, e ho sempre fatto bella figura mandandoli via dicendo "non si preoccupi, era già sfatta".
In autostrada sono rimasto fermo due volte col motore fumante: una volta ho aspettato 6 ore il Carl Attrezzi per un disguido, mi ha aiutato la Polizia richiamandolo con veemenza; ho poi dovuto cambiare il motore. L'altra volta ero con moglie e bimbi sul raccordo con la A14, momento poco piacevole.

Venerdì scorso a un semaforo mi volevano pulire il vetro. Di solito me lo faccio pulire volentieri perchè è sempre extrazozzo, anche grazie a un tergicristallo che esce di sede e si ferma, quindi ne funziona uno solo. Invece quella volta mi è uscito un gesto bellissimo che significava "cosa vuoi mai pulire, guarda che macchina che ho", e infatti il lavavetri ha annuito e se ne è andato.

giovedì 26 gennaio 2012

Olivette

Telefonicamente, essere trattato con sufficienza e sarcasmo da una dipendente della ditta che mi ha venduto la fotocopiatrice, perchè:
1) ho titubato a citare il messaggio di errore che appariva sul display. Dapprima ho citato solo C04, poi mi è sovvenuto che lampeggiava alternato a 010. Ah, ecco, disse Ella. Adesso sì che ci siamo, vada a bordo cazzo. Sul foglio di chiamata che mi ha lasciato poi il tecnico, viene scritto "bloccata c4 010 ???" con tre punti interrogativi che stanno lì a memento della mia idiozia. Non ho idea di come funzioni una fotocopiatrice, mettimi alla gogna. Però non sono neanche demente, c'era scritto c4 010 e ti ho detto c4 010, brutta #@§%.
2) Ho detto di aver aspettato un pò a chiamare l'assistenza, pur sentendo un rumoraccio da qualche tempo. Volli fare lo sborone dicendo di aver aperto l'oggetto e cercato inutilmente sporcizia nella ventola, ma Ella mi uccise rispondendo "eh ho capito, ha aspettato finchè non si è rotta". 

Tengo a precisare che tale ditta è un'eredità di mio padre. Già da anni non acquisto più computer da loro, semplicemente perchè costano un terzo in più, se non il doppio, e da tempo non ho bisogno di assistenza e me li aggiusto e upgrado da solo, alla faccia dei codici di errore delle fottute fotocopiatroci. Peccato per lo storico marchio, ai tempi dell Ing. Olivetti ci ha lavorato anche mio nonno, ma questi sono finto cortesi come il gewürztraminer che puzza di piscia di gatto.

Angela ieri sera è andata al cinema con amici mentre io intrattenevo a casa la prole con ALICE di Jan Švankmajer, altro che Pixar (e tra l'altro, nel pomeriggio ho guardato con Giulio IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA dei Dardenne).
Al suo ritorno mi ha raccontato una storia, che riporterò in dolce stil brigadiere.
La suddetta in epigrafe generalizzata si recava presso una mescita di alcoolici in prossimità del cinema Odeon in Via Mascarella, ordinando due birre per gli amici ed un prosecco per sè stessa. Avendo un appetito importante causato da pasti in orari irregolari, chiedeva all'amica se fosse possibile nutrirsi. L'amica a sua volta chiedeva dapprima al gestore notizie su panini o altro cibo veloce ricevendo risposta negativa; si recava pertanto al bancone trovando un contenitore ripieno di salatini, che prontamente portava al proprio tavolo, immediatamente seguita dal gestore che sequestrava il contenitore definendolo troppo grande per le caratteristiche di tale clientela e lo sostituiva con uno più piccolo.

Secondo me sti stronzi falliscono entro l'anno.



Che poi la Pixar va benissimo, non fosse per l'indotto. Ma io raramente mi faccio irretire.

venerdì 6 gennaio 2012

Non perdetevi un fa qulo

Il titolo è tratto da una frase scritta da Giulio a 4 anni. A proposito, non avrei dovuto fare un figlio uguale a me: è insopportabile.
L'ultimo dell'anno tutti a letto alle 22, così dopo una mezz'ora di depressione acuta ho poi visto due film, che mi sono già scordato quali erano.
Angela con l'influenza pesa, poi anche Francesco, poi anche anch'io, che avevo ed ho delle robe di merda urgenti di lavoro, che rischio la denuncia se non gliele dò in tempo e se non gliele faccio pagare poco. Il 3 gennaio, che ero in ufficio con la febbre a far tornare un rilievo altimetrico, si è svegliato mezzo mondo e mi hanno affibbiato 6 lavori dei quali 2 urgenti. Tutti quel giorno lì. Poi dice che c'è la crisi. Una signora mi ha parlato al telefono ininterrottamente per 14 minuti, finchè son riuscito ad acchiappare bene una sua pausa respiratoria per dirle che avevo la febbre e non sarei riuscito ad andare all'ufficio tecnico in settimana. Durata totale della sconvolgente telefonata 16 minuti.
Almeno avessi dormito 4/5 ore a fila, una qualche notte. Sempre sul divano a sudare / rabbrividire / tossire / orinare (non sul divano). Dormo solo con i podcast di Black Out, i Popol Vuh, i Tangerine Dream, Marcos Valle, l'ultimo di Steve Howe; ma quando finiscono mi sveglio. Se metto il repeat qualcuno se ne accorge, e mi sveglio lo stesso.
Una mattina ho comprato un dolce cinese alle castagne, in Via Ferrarese. A casa l'ho aperto, l'ho assaggiato con Giulio dicendo: molto farinoso ma ha un buon sapore. Era farina. Non ho idea di come si possa cucinare un dolce cinese alle castagne. In rete c'è una ricetta di Martha Stewart ma ci vuole una settimana solo per trovare gli ingredienti.
Ho anche comprato una bevanda cinese all'arancio: piccoli granellini di arancia galleggiavano nel gel. Bello da vedere, gusto fresco e moderato, ma non siamo abituati a bere il gel.
C'ho il palo della parabola sul tetto montato da bestia, se tira ancora un pò di vento rovina sui pannelli solari nuovi. Stanotte vento anomalo, si dorme alla grande.
Ma porca puttana, oggi è la befana. Anche la befana ci voleva. Dopo abbiamo finito o no?

giovedì 1 dicembre 2011

Ecciù

Tempo fa avevo parlato in termini poco positivi dell'igiene del megacinesone in Via Ferrarese. Beh oggi ho relativizzato, dopo essere stato in un classico self service free flow italianissimo. Un centro commerciale che non frequentavo da alcuni anni, ed oggi era comodo per mangiarci con mia mamma dopo averla accompagnata ad un ecodoppler.
Ho preso in mano 4 / 5 vassoi, prima di trovarne uno pulito. Residui di cibo appiccicati, strisciate di bisunto. Ma un'apposita lavastoviglie, c'è?
Rigatoni, poi trippa. Non male, a parte quel free flow di stocazzo che non sai mai dove andare. Peccato perchè mi ero innamorato della delicatissima cassiera, e non ci tornerò mai più. Nel frattempo la trippa si è ricongelata, e faccio una cosa che non faccio mai: la metto nel microonde. Apro lo sportellino con la maniglia bisunta, tocco 5 volte il tasto START bisunto, e finalmente parte, anche se non si scalda. Poi cerco il peperoncino che non c'è, e il pepe bisunto. Mangio con ingordigia sul tavolo bisunto, circondato da cartellini che invitano a riporre i vassoi negli appositi scaffali, e da vassoi.
Il cinese di via Ferrarese, nonostante quanto abbia detto in un post precedente, è pulito, molto pulito. Anche le pinze che toccano tutti per servirsi non sono bisunte, evidentemente ogni tanto le cambiano.
Così si fa, a prendersi una decina di raffreddori diversi, un pò di escherichia coli in tasca e 2/3 influenze.
Dice "prende allo stomaco, diarrea, vomito, è in giro". Sì, è lì che gira.

mercoledì 30 novembre 2011

INCROCI DI NATALE



INCROCIA ANCHE TU
L’ARTE E LA CULTURA
E REGALALE A NATALE

L’idea nasce dal poter portare a Molinella (Bologna) una gruppo di artisti di fama regionale e nazionale in un’unica giornata di performance alla galleria “L’Arte” di Anna Rosa Callegari. Ci saranno attori, scrittori, musicisti, grafici, pittori. Una eterogeneità di artisti come i regali sotto l’albero, un incrocio di linguaggi, forme d’arte, modi di esprimere la creatività. A introdurre il Professor Ivo Germano, Sociologo della Comunicazione e giornalista. Poi vi saranno le esibizioni installazioni di Stefano W. Pasquini, gli aforismi di Davide Pavlidis, l'ukulele di Enrico Farnedi, i monologi tormentone di Tony Cioli Puviani, le letture di Caterina Cavina autrice de “La Merla” (Baldini Castoldi Dalai), le composizioni di Riccardo Lolli, le interpretazioni di Daniela Airoldi (attrice cara a Fellini). Un susseguirsi di “regali” dicevamo, per celebrare l’inizio di un mese magico, quello del Natale, quello della fina di un anno e dell’inizio di nuove promesse. Appese ai muri le opere di Davide Bonazzi (giovanissimo vignettista de L’Espresso e già molto quotato) e di altri artisti.

Con il Patrocinio del Comune di Molinella

Durante l'evento si svolgerà un'asta benefica a favore delle popolazioni colpite dall'alluvione di Vernazza

Domenica 4 dicembre 2011

dalle 14.00 fino alle 19.30

Galleria L'Arte - Via Mazzini 160 - Molinella


    lunedì 21 novembre 2011

    C'è post per te

    Non ho mica mai tempo, poi anche Zagabart che è uno dei pochi lettori avrà pazienza anche lui. Qualche aggiornamento: ieri eravamo al cioccoshow per la prima volta nella vita. Decente. Però prima mi hanno portato da Eataly, lì vicino al cinema porno dove Masotti ha presentato il libro; abbiamo mangiato dei gran panini scoprendo che li fanno col pane del forno Calzolari, in mezzo ad una bolgia violenta. Se alzavi un attimo il culo, anche per un prurito, ti sfilavano la sedia da sotto. Ho obiettato con Angela che il forno Calzolari è a Monghidoro a 100 metri dal mio ufficio, non c'è bisogno di andare in Via Orefici.
    Ho visto Tree Of Life, e non ho capito. Brutta cosa dopo un paio d'ore andare avanti veloce col telecomando. Non sono stato toccato dalla storia familiare, nè da Sean Penn che vaga, nè dalle immagini dell'universo che aveva già reso bene Kubrick nel 1968 senza CGI.
    Ieri sera invece ho visto il secondo tempo di Melancholia, il primo ieri l'altro, sai com'è, il sonno atavico. Non è il Von Trier che ho amato, ma insomma posso rivederlo. L'idea generale che mi ha lasciato, non so se l'hanno scritto già altri, è quella di un lungo sogno dove va a finire tutto male, e lo sai già perchè lo guidi un pò tu.
    Sto facendo per la terza volta il montaggio della prima puntata del mio programma TV che è girato nelle trattorie / osterie / ristoranti. Poteva andare meglio, siamo un pò loffi, mi si è fottuto l'audio buono, c'è poca luce. Dal Cero e il suo amico mi hanno stroncato, giustamente. Vedremo di migliorare: giovedì dovremmo andare da Carlet con Stefano Nosei.

    domenica 25 settembre 2011

    Va là che stiamo bene noi

    Va là che stiamo meglio noi in montagna. Oggi ho deciso di spostare i cinni da casa mentre Angela andava ad imbiancare l'appartamento di sua mamma che sarebbe ora di affittarlo. Tra l'altro le si è rovesciato un bidone di vernice nel baule della panda: in quel momento ho realizzato che siamo diventati all'improvviso un caso sociale. Va bè.
    Comunque parto coi due minorenni con debito anticipo alla volta di Casalecchio per andare a vedere i PUFFI in 3D. Prima volta per tutti, un film in 3D. Orario dichiarato di inizio film: 17:20. Pago € 32,50, poi i bambèini vogliono mangiare e bere le porcherie e una tantum li accontento: una fanta, un litro di acqua gasata, un popcorn il più piccolo che c'è (ci si mangia in 3) e una miseria di caramelline variopinte self service che poi alla cassa pesano il sacchetto. Totale € 13,80.

    Alle 17:20 spaccate comincia la pubblicità. Il problema è che non smette mai. Abbiamo dovuto cambiare posti rispetto a quelli designati dalla cassiera in quanto Giulio ha incontrato un suo amico e vuole sedersi vicino a lui. La gente continua ad entrare a vagonate ben oltre l'orario, e attendo di litigare con qualcuno che pretende il suo posto prenotato benchè ci sia mezza sala disponibile. Ma non accade. E' come quella barzelletta "'accidenti a te e alla tua bicicletta", l'incazzatura preventiva. Va bè.
    La pubblicità continua, Francesco alle 17:35 mi chiede "ma i puffi dove sono?" A un certo punto lo spot di Mediaset premium (mi ha riferito Giulio, non facevo caso ai brand) dove un personaggio di film irrompe in una camera da letto, termina col tipo a letto che sbraita ben scandito "MA LI MORTACCI TUA!". Che finezza, in una sala piena di piccoli bambini. Va bè, sono italiani.

    Oh, arriva il pupazzino che si siede in poltrona e la scritta "buona visione": Finalmente. Invece no, ancora pubblicità e trailer. Non riesco a controllarmi, 32 euro avrebbero dovuto darmeli loro. Di nuovo il pupazzino, poi qualche trailer e finalmente il film. Sono le 17:54.

    Intervallo, che la scritta sullo schermo preannuncia lungo 8 minuti. Con tempismo perfetto entra l'omarino gialloblu col carrello di bibite cipster e popcorn, e l'orda di cinni compra ancora. Ho chiesto quanto costa un popcorn piccolo, che nel conto di prima non avevo distinto: euri 3,50 per una pannocchia scoppiata.
    Il film è doppiato come al solito con delle puttanate indicibili, tipo "non me ne frega un puffo".

    Ora, mettiamo sul piatto della bilancia il fatto che i film, per prassi comune, si scaricano. Dice "li scarico gratis": no caro, il gestore telefonico lo paghi, il pc lo paghi, l'hard disk lo paghi. Va bè.
    A quanto pare, il prezzo da pagare per la prassi comune è questa spesa incontrollata e un'overdose di pubblicità (la volgarità invece è un bonus): allora grazie ma d'ora in poi scelgo di scaricare.

    lunedì 19 settembre 2011

    Cervelli

    Vediamo se mi ricordo tutto.
    Il piccolo esordisce all'ESÍLO, anzi materna: 4 foto tessera, due sacchetti di tela uno con le lenzuola e uno col cambio, tutto singolarmente taggato con nome e cognome.
    Il grande va in 2a elementare anzi primaria (farà anche ginnastica anzi motoria), ha una quantità di libri ordinati a giugno e arrivati adesso, quadernoni con sovracoperta in plastica taggati, zaino, astuccio con matite, merendina, grembiule nella fattispecie comprato da carrefour dove in offerta avevano solo quelli del milan e della juve, tesserino pagamento pulmino anzi scuolabus.
    Per entrambi: piatti bicchieri e posate personali da portare avanti e indietro, blocchetti buoni pasto da comprare alla tua banca indifferente nell'edizione 'fratelli' che costa meno, autocertificazione per l'entrata anticipata dove sottoscrivo che mi tocca lavorare come dove e quando, l'elenco di coloro atti a raccattare il bimbo all'uscita, la liberatoria per audio/foto/video delle attività educative.
    Ieri abbiamo preparato tutto, in due, dalle 17 alle 20.
    Per un paio di settimane gli alunni escono anticipatamente, costringendoci ad equilibrismi automobilistici. Ogni mattina: chi resta alla mensa oggi? Uno, l'altro o entrambi? Quindi, a chi va il buono pasto e il sacchetto con piatti e posate? Oggi c'è per caso ginnastica anzi motoria, che allora servono le scarpe da motoria? 
    Le montagne di compiti a casa sembra che vengano assegnati ai bimbi, in realtà sono per i genitori.
    Mia moglie obbedisce e si diverte anche un pò. Io pure adempio, con un qualche vaffanculo (a scuola e a casa vostra: fanculo!) che aiuta a sopravvivere.

    mercoledì 31 agosto 2011

    Memento

    Questo è il riassunto dell'estate 2011, ovvero l'unico momento da ricordare. Appuntamento al 2012

    mercoledì 20 luglio 2011

    Cerco l'estate tutto l'anno, e all'improvviso


    Che poi è solo colpa mia. Con due figli di 7 e 3 anni non è che puoi andare al concerto di Roger Waters e, pur con tutta la buona volontà da ambo le parti, è un certo impegno soprattutto economico mangiare a Monzuno il giorno degli Chef al Massimo.
    Per questo, d’estate ci toccano le sagre. Bisogna dirlo alla selvaggia: saaAHgra.

    Potrebbe andare peggio: potrebbero farle anche d’inverno.

    Cominciamo subito dalla migliore: a Rasora, che voi non sapete neanche dov’è, si mangia veramente da dio e con un’organizzazione millimetrica. Però quando è il momento della musica arriva il Duo di Cuori, ed è la morte civile.

    Gianassi deve costruirmi una libreria più grande perché sto conservando i libri delle sagre. Ogni comune e frazione dà alle stampe un libro. Quello di Montorio in festa 2010, ad esempio, consta di 56 pagine. Ovviamente, programma religioso (Santa Messa, Vespri ecc.) e programma folkloristico (gara di briscola, Giorgio Suppini, Claudio Di Romagna). Poi corpose quantità di sponsors, che sono più o meno sempre quelli che gira e rigira sponsorizzano tutti i libri della zona. Francamente non capisco l’utilità promozionale. In questo caso però abbiamo anche l’elenco dei premi della lotteria (dall’aspirapolvere doppio ciclonico all’asse da stiro) più molte foto del recente passato (Carnevale, la festa piovosa dell’anno prima), foto di angoli nascosti, arcobaleni, una ruspa che sistema una frana.

    Foto d’epoca anni ’60 e ’70 invece per Baigno, Lagaro, Pian Di Setta, Rioveggio, Castiglione dei Pepoli, Riola.

    Ripoli è molto focalizzata sull’aspetto religioso: si entra nel dettaglio di processioni, lodi e rosari on the road in specifiche locations, messe e fiaccolate.

    Il libro di Monzuno si può tenere in bagno e ci accompagnerà per tutta l’estate, fitto com’è di sponsors e anche di manifestazioni.

    Poi ci sono i poveretti: Pian del Voglio, Montefredente, Madonna dei Fornelli e San Benedetto Val Di Sambro ci offrono piccoli pieghevoli con pochi sponsors. Più che per griccisia dei commercianti, credo sia per la tremenda attività dei CERCANTI, che vengono a casa tua a cercare soldi per la saahgra, partecipando alla quale poi dovrai spendere altri soldi per bere, mangiare (spesso non benissimo), giocare alla pesca e quant’altro occorrer possa.

    Stanco e Creda producono in formato A4 pieni di colori ma con sole due pagine.
    Monghidoro è su depliant prettamente estivo, nonché libretto che va da gennaio a dicembre, così da paventare la festa del maiale con mesi di anticipo.

    I libri sono anche simpatici: ma alle saahgre bisogna poi anche andarci. I fuochi d’artificio sul lago di Castel dell’Alpi sono i più leggendari, benché uguali ogni anno da tempo immemore. Ci porto Giulio, e ricordo di aver fatto meno fatica al concerto degli U2 di Reggio Emilia.

    Mi arriva giustappunto or ora tra le mani il programma della saahgra di Ripoli 2011: innovativo. Si tratta di un libretto con un foro sul bordo destro: è un calendario, da appendere come quello di Frate Indovino e da usare per tutto il 2012. Per ogni mese, oltre ai soliti sponsor, ed in mancanza di quelli che nel frattempo sono falliti, c'è l'incredibile elenco dei compleanni della popolazione. Una quarantina di persone al mese: giorno, cognome e nome. C'è anche Annamaria Franzoni, e questo potrebbe rendere vero oggetto di culto nazionale il fascicolo. Aspettate che lo porti in qualche televisione.

    …continua… (forse)

    lunedì 11 luglio 2011

    Real time

    Volevo parlare male dei geometri, invece no. Lo farò un'altra volta perchè non ho molto tempo.
    Invece racconterò che stamattina mi sono trovato senza adsl. A Monghidoro, beninteso, perchè a casa la telecopr non vuole ampliare la centralina e me lo inserisce nel retto.

    Mi trovo senza, in quanto l'ultima fattura telecough (sì sempre essa) era di 192 euri. Ho vinto la ritrosia a pistolare una cosa che funziona, grazie alla pluma quadrimestrale, e ho inoltrato domanda a infostrana. La prossima fattura sarà di 60 euri.

    Casualmente proprio oggi mi chiamano dalla telecaz, nonostante gli abbia già detto due volte di essere iscritto al registro delle opposizioni, per dirmi che col mio status di abbonato ho diritto ad un pc hp con hd e lascia pur dire. Infatti l'ho lasciata dire ma solo per cattiveria, senza ascoltare. Alla fine della dettagliatissima descrizione del pc le ho detto che ho cambiato gestore. Ha ha!

    Stamattina, dopo un paio d'ore di panico durante le quali sono andato a scaricare tre estratti di mappa al bar, riprovo che non si sa mai: improvvisamente appare la finestra adsl.libero.it, caccio dentro nome e password del mio vecchio account Libero, e via che funziona come prima. Miracoli.

    Miracoli anche nel comune di San benedello val di sampras, ove le sere ed i weekends si può illegalmente transitare lungo la tratta Fornelli / Qualto, ripristinata ed asfaltatissima dopo solo 19 mesi dalla frana causata da essi stessi. Ooooh bello, ooooh il muro di 5 metri. Ma vaffanculo va.

    martedì 28 giugno 2011

    Delicatessen

    Se uccido qualcuno dopo mangiato ho un pò di sonnolenza.
    Se uccido qualcuno dopo che ha mangiato è molto meglio, piuttosto che se fosse a digiuno. Lui/lei si trova senz'altro meglio.
    Però quando lo squarto mi squizzano fuori un sacco di schifezze. Se poi ha mangiato al cinese a buffet per 9,90 allora soccmell.

    venerdì 3 giugno 2011

    Habemus Bravia

    Da un pezzo non andavo al cinema, causa presenza di minorenni in casa. Anzi, ho visto Rango a Lagaro ma è stata un'esperienza peculiare. A parte il sonno che mi opprime, Giulio non è rimasto entusiasmato, e mi è toccato di sentire una mamma affermare che "era da Wall-E che non ne vedevo uno così brutto". Beh c'era una certa crisi di astinenza: Carlo ha detto che le famiglie di Lagaro si lamentavano perchè da un mese non arrivavano più cartoni animati.
    Poi insomma, diciamocelo, siamo affezionati da 30 anni al cinema di Lagaro, ma l'audio è mono, e se vado nell'ultima fila che mi viene sempre consigliata perchè c'è il riscaldamento, non ci vedo.
    E tutti quei bei film che c'erano una volta? Carpenter, Kubrick. Ho visto Sacrificio di Tarkovskji (ma era una rassegna, organizzata tra l'altro da Angela quando non ci conoscevamo ancora). Ho visto un porno molto divertente. Chiedevamo Tommy di Ken Russell, e Carlo ce lo portava. Sono rimasti solo i cartoni e le commedie italiane.

    Tuttavia, a seguito della decisione di Angela di andare con Stefania a vedere Habemus Papam, me sò ddetto "Ahò" e ho fatto in modo di andarci anch'io una sera successiva, ricordando di aver visto La Messa E' Finita in prima visione quando potevo aggirarmi impunemente per il centro di Bologna a qualunque ora, ed in mano un libro su Moretti comprato al Lumiére. Su Moretti non transigo.
    Non darò commenti o giudizi sul film, che non mi sento in grado di giudicare. Come se Moretti venisse a dirmi che le mie canzoni sono frammentarie e altalenanti.
    Però sul cinema sì.

    L'Arlecchino lo ricordavo come una delle eccellenze di Bologna. Ci ricordo Seven di Fincher, tra i molti.
    Ora c'è il posto numerato come nelle multisale, ed entrando leggo cartelli "nuova gestione" come le rosticcerie. Mi siedo, e la poltrona molto bella è allucinante. Saranno sempre quelle di una volta, sarò io che ho i residui di tre ernie e mi sono appena strafogato con un kebab di fronte, ma non si riesce a starci seduti.
    Parte il film con una gnolina ciclica nella colonna sonora, che la mia triennale esperienza di proiezionista immagina causata dalla pellicola molto rovinata nella parte iniziale, quella che si tocca di più con le manacce. Infatti è così, perchè dopo migliora, ma alla faccia. Per rovinare 3 / 4 minuti di pellicola bisogna addobbarci l'albero di natale. Oppure il classico "ops" dinanzi al rullo che si è srotolato e intrecciato.

    Non migliora l'immagine, con un contorno mascherina sfuocato a livelli psichedelici, sembra di guardare attraverso un telescopio giocattolo. Ancora graffi tra le giunzioni dei rulli, e soprattutto quell'ombra scura che mi è già capitata tanti anni fa al Giardino. Da quella volta al Giardino non ci andai più. C'era anche l'aggravante del dialogo con la cassiera: "sono 12.000" "Ho solo 50.000" "Non li ha cambi?" "Eh no mi dispiace" "Ufffff..." e mi dà il resto.
    Non ho ancora scoperto di preciso che cazzo sia quell'ombra centrale che si muove anche. Sono convinto che si tratti di uno specchietto, come quello che serviva al proiezionista di Wenders nel Corso Del Tempo per masturbarsi, scoperto da Rudiger Vogler.

    Comunque insomma la situazione mi sembra veramente una merda. Il cinema è semivuoto, ma tre dame con l'uomo che fa il salame sono sedute abbastanza vicine da sentirle dire, quando sul finale Piccoli si affaccia: "adesso casca di sotto". Eh cazzo.
    Mai ai livelli di Fratelli di Abel Ferrara, quando passai buona parte del film a zittire uno stronzo parecchie file dietro, e con me altri, a ripetere "SSHHHH". Finito il film, questo si alza e chiede "chi è che diceva SSHH?" E' partita una rissa verbale con partecipazioni di tua madre e tua sorella, altro che Abel Ferrara. Il pubblico ha smesso di uscire per gustarsi l'imprevisto.

    D'ora in poi, anche potendo, al cinema mi sa che ci andrò più poco. In soggiorno ho un Sony Bravia full HD 46 pollici, pagato poco perchè è il modello vecchio, e un home theater Onkyo. Totale 1000 euro, non è che mi sia rovinato, e la qualità è enormemente superiore a certe sale cinematografiche.
    Ho scaricato illegalmente le versioni HD di alcuni film di cui possiedo già legalmente il dvd, perchè poi non è che ho i soldi di Scorsese che compra sempre la versione migliore. Se penso che sono partito da copie di Betamax sul Video 2000 ho già avuto modo di rovinarmi.
    Comunque Moretti quando esce in blu ray lo compro, me lo riguardo e sarà come la prima volta.

    Real time

    Davanti al bar centrale c'è un tizio che dorme in coma etilico, si è vomitato addosso, e le forze dell'ordine stanno indagando. Rompendo così le balle a Sandro e Roberto che sono lì a lavorare dalle 4 del mattino, e gli hanno servito solo un negroni.

    Ma io resto sempre basito dalle zaffate di arbre magique al gusto vaniglia che escono dalle portiere aperte delle auto in sosta: mi riportano improvvisamente al 1990, anno con i suoi alti e bassi, ma soprattutto alti.