Ho trovato uno scatolone pieno di scritti dal 1982 al 1989. Ne farò buon uso in futuro, che adesso non ho tempo, intanto però c'è questa poesia:
I FIUMI
Una sera ch'ero sbronzo
mi bagnai dentro l'Isonzo:
tutt'a un tratto
mi sentii abbastanza stronzo.
D'improvviso vidi un cerchio,
si trattava di un coperchio.
Quando l'ebbi sollevato
e vi fui entrato
io mi ritrovai nel Serchio.
Un cartello appeso a un filo
mi diceva "questo è il Nilo".
Il pensiero mio tentenna:
non ci credo neanche un Po,
questa è la Senna.
venerdì 31 agosto 2012
giovedì 30 agosto 2012
deja vu
Capitano anche a voi gli amici che a distanza di giorni vi ripetono lo stesso discorso, o vi fanno le stesse domande? A me dispiace un pò perchè sembrano veramente rincoglioniti, e poi mi sa che è contagioso.
deja vu
Anche voi avete tanti amici che quando vi incontrano ripetono la stessa cosa? Aneddoti, luoghi comuni, temibili barzellette, ma uguali?
deja vu
Avete anche voi diversi amici che vi ripetono lo stesso identico discorso a distanza di giorni? Inizialmente, anni fa, poteva dare l'impressione di un deja vu: ora invece sembra un du maron.
lunedì 20 agosto 2012
L'ultima canzone
TESTO IN ANTEPRIMA NAZIONALE
Questa è l’ultima canzone
ve lo giuro, questa è l’ultima canzone son sicuro
Questa è l’ultima canzone
ve lo giù, questa è l’ultima canzone non ne ho più
Ora smetto di suonare vado
a fare il ragioniere, vado a far l’odontotecnico aiutante
Vado a fare il pizzaiolo
così resto un po’ da solo,
chi mi avrà mai messo in
testa anche di fare il cantante?
Un geometra normale che misura nel cortile,
Un geometra normale che misura nel cortile,
farò dei frazionamenti
renderò molto contenti i residenti nelle case, 4 sentimenti base
possidenti senza tanti
sentimenti
Questa è l’ultima canzone
ve lo giuro, questa è l’ultima canzone son sicuro
Questa è l’ultima canzone
ve lo giù, questa è l’ultima canzone non ne ho più
Con i verbi all’infinito
faccio rime all’infinito, alle sagre aiutare i volantini a compilare,
che se bene vuoi mangiare
qui da noi devi arrivare,
che se l’unto voglio
infliggere un poco dovrò soffriggere
Aprirò un videonoleggio
per campare sempre peggio
Così manderò affancule chi
scarica da emule
Mi rovino e compro un
taxi, sempre maledetto C..xi
Visto che solo a pensarci
io mi incazzo sempre più?
Voglio prendere un’edicola
o una rimessa agricola
Devo aprire un’officina
prima che venga mattina
Vado a fare il lattoniere,
l’antennista, il carrozziere
Voglio avere tre cavalli,
uno brutto gli altri belli
Voglio seppellire i morti
giù nella valle degli orti
Voglio essere Maciste
nella valle dei farmacisti
Voglio assistere un
notadro, voglio fare il benzinadro
Importare dall’Olanda poi
scappare con la Panda
Fare il culturista unto
poi scappare con la Punto
Fare il vecchio
pensionante poi scappar con la badante
Fare il tato coi bambini e
scappar coi pannolini
Fare il tato coi marmocchi
e scappar con i pidocchi
Ogni tanto suonare ancora
un po’ con i Big Fest
Costruire bimbi finti da
usare nei crash test
Laurearmi in preveggenza
frequentando fuori sede
Per poter leggere i fondi,
per poter leggere il piede
Questa è l’ultima canzone
ve lo giuro, questa è l’ultima canzone son sicuro
Questa è l’ultima canzone
ve lo giù, questa è l’ultima canzone non ne ho più
Questa è l’ultima canzone
ve lo giuro, questa è l’ultima canzone son sicuro
Questa è l’ultima canzone
non ce n’è più per nessuno
Questa è l’ultima canzone,
meno 3 – 2 - 1
domenica 24 giugno 2012
io vorrei, non vorrei, ma se vuoi
Sto già assaggiando l'estate che spero di evitare il più possibile anche quest'anno rimanendo a casa a dare le medicine all'orto e innaffiare la suocera, ah no viceversa.
Uscirò di casa dalle 12 alle 16 per mangiare polenta col cinghiale senza bere un cazzo.
Cerco l'estate tutto l'anno, e all'improvviso eccola qua.
A causa di figli, moglie e delle loro insane passioni sto scrivendo seduto all'ombra di un enorme gonfiabile del bagno San Marco di Lido di Spina, grazie alla cortesia del gestore Sante che conosciamo già da parecchi anni. Oggi niente ohmbrellone perchè ci fermiamo solo un paio d'ore: ci penserà poi la famiglia nel lungo periodo di luglio, mentre io starò perlopiù a casa a tentare di finire il mio disco.
Qua in spiaggia non c'è wifi, e dovrò trasferire questo testo sul blog in qualche modo arcaico e retrogrado (lo sto riscrivendo, ndr) poichè sto utilizzando l'iPod Touch mentre ascolto Nicola Conte che fa tanto estate fighessa, ma sto disco rompe un pò le balle. Era meglio Bitches Brew che avevo messo prima, ma non si può avere tutto.
L'anno scorso Sante mi disse che non voleva dare il wifi libero a causa della complessa normativa e dei controlli, avrà ragione anche lui, arrivasse mai qualcuno che si mette a chattare seminudo tutto unto con degli anarcoinsurrezionalisti tra uno spritz un mojito una partita a beachvolley un'apericena un discodinner, dopo ci manca pure la polizia postale.
Oggi è il 24 giugno, e ancora manca buona parte delle orde di merde, tutto sommato c'è parvenza umana. Al bar nessuno mi ha pestato i piedi per passarmi davanti. Il sosia di Renato Zero ancora non si esibisce sotto casa. La vecchia del piano di sopra l'ho vista saltellare nell'atrio, come una che prende l'onda e non riesce a fermarsi; ha solo sgocciolato sul nostro balcone un pò di panni stesi ma non ci ha ricoperto con le briciole del pranzo, e pare che abbia anche smesso di trascinare gli armadi alle 4 di notte.
Ieri sera il ristorantone megatronico di Lido degli Estensi - se c'è qualcosa peggio di Spina è gli Estensi - è riuscito a darci un tavolo pur nella ressa del sabato e ci siamo magnati un pò di pesce, con moderazione viste le scarse finanze e il 10% per il servizio. D'altronde qualche grappa del Duce "Vincere" era esposta nel sacrario delle grappe da collezione. C'era un cameriere che sembrava uno di quelli finti come al matrimonio di Venanzio: portava via i piatti senza accertarsi se vuoti o pieni, anche se il mangiante stava mangiando.
Per quanto il servizio fosse comunque efficiente, aspettare un paio d'ore in un ristorante strapieno con le due salamandre minorenni è una cosa che va generalmente evitata.
Zanzare ce n'erano parecchie, ma a quell'ora avevano già mangiato. Ci giravano davanti alla faccia giusto per rompere i maroni.
Il nostro letto ha rete e materasso così immorali che stamattina verso le sette, al passaggio del camion del rusco, mi sono svegliato con i denti spostati.
Qui di fronte alla mia postazione ombreggiata da nonna malata, che camuffo un pò grazie all'iPò e alla maglietta di Frank Zappa, c'è una bellissima piscina unica àncora salvifica dei miei rari momenti adriatici, ma c'è un sacco di gente, ed è veramente un caldo porco come al solito. Che poi non è il caldo, quello lo conosciamo. E' un caldo peggiore, poi la sabbia nei piedi, il secco, l'aria immobile, fermatemi.
Un bimbo all'interno del gonfiabile, protetto da una rete, mi spinge la schiena dicendomi "spingo". Bravo, gli dico, sei coerente.
Tra poco si andrà a fare un'ora di coda da Idea Pizza per mangiare la pizza a metà prezzo, poi sistemarsi un attimo, litigare coi cinni, ripartire, pieno all'iperself che costa meno, generi di prima necessità a Casalecchio, e a casa verso le 20.
Insomma, adesso chiudo e vi saluto con l'altra mano, wish you were here.
Anzi, come dicevamo 25 anni fa a Lagaro:
- How I wish you were here?
- How I wish, how I wish.
Uscirò di casa dalle 12 alle 16 per mangiare polenta col cinghiale senza bere un cazzo.
Cerco l'estate tutto l'anno, e all'improvviso eccola qua.
A causa di figli, moglie e delle loro insane passioni sto scrivendo seduto all'ombra di un enorme gonfiabile del bagno San Marco di Lido di Spina, grazie alla cortesia del gestore Sante che conosciamo già da parecchi anni. Oggi niente ohmbrellone perchè ci fermiamo solo un paio d'ore: ci penserà poi la famiglia nel lungo periodo di luglio, mentre io starò perlopiù a casa a tentare di finire il mio disco.
Qua in spiaggia non c'è wifi, e dovrò trasferire questo testo sul blog in qualche modo arcaico e retrogrado (lo sto riscrivendo, ndr) poichè sto utilizzando l'iPod Touch mentre ascolto Nicola Conte che fa tanto estate fighessa, ma sto disco rompe un pò le balle. Era meglio Bitches Brew che avevo messo prima, ma non si può avere tutto.
L'anno scorso Sante mi disse che non voleva dare il wifi libero a causa della complessa normativa e dei controlli, avrà ragione anche lui, arrivasse mai qualcuno che si mette a chattare seminudo tutto unto con degli anarcoinsurrezionalisti tra uno spritz un mojito una partita a beachvolley un'apericena un discodinner, dopo ci manca pure la polizia postale.
Oggi è il 24 giugno, e ancora manca buona parte delle orde di merde, tutto sommato c'è parvenza umana. Al bar nessuno mi ha pestato i piedi per passarmi davanti. Il sosia di Renato Zero ancora non si esibisce sotto casa. La vecchia del piano di sopra l'ho vista saltellare nell'atrio, come una che prende l'onda e non riesce a fermarsi; ha solo sgocciolato sul nostro balcone un pò di panni stesi ma non ci ha ricoperto con le briciole del pranzo, e pare che abbia anche smesso di trascinare gli armadi alle 4 di notte.
Ieri sera il ristorantone megatronico di Lido degli Estensi - se c'è qualcosa peggio di Spina è gli Estensi - è riuscito a darci un tavolo pur nella ressa del sabato e ci siamo magnati un pò di pesce, con moderazione viste le scarse finanze e il 10% per il servizio. D'altronde qualche grappa del Duce "Vincere" era esposta nel sacrario delle grappe da collezione. C'era un cameriere che sembrava uno di quelli finti come al matrimonio di Venanzio: portava via i piatti senza accertarsi se vuoti o pieni, anche se il mangiante stava mangiando.
Per quanto il servizio fosse comunque efficiente, aspettare un paio d'ore in un ristorante strapieno con le due salamandre minorenni è una cosa che va generalmente evitata.
Zanzare ce n'erano parecchie, ma a quell'ora avevano già mangiato. Ci giravano davanti alla faccia giusto per rompere i maroni.
Il nostro letto ha rete e materasso così immorali che stamattina verso le sette, al passaggio del camion del rusco, mi sono svegliato con i denti spostati.
Qui di fronte alla mia postazione ombreggiata da nonna malata, che camuffo un pò grazie all'iPò e alla maglietta di Frank Zappa, c'è una bellissima piscina unica àncora salvifica dei miei rari momenti adriatici, ma c'è un sacco di gente, ed è veramente un caldo porco come al solito. Che poi non è il caldo, quello lo conosciamo. E' un caldo peggiore, poi la sabbia nei piedi, il secco, l'aria immobile, fermatemi.
Un bimbo all'interno del gonfiabile, protetto da una rete, mi spinge la schiena dicendomi "spingo". Bravo, gli dico, sei coerente.
Tra poco si andrà a fare un'ora di coda da Idea Pizza per mangiare la pizza a metà prezzo, poi sistemarsi un attimo, litigare coi cinni, ripartire, pieno all'iperself che costa meno, generi di prima necessità a Casalecchio, e a casa verso le 20.
Insomma, adesso chiudo e vi saluto con l'altra mano, wish you were here.
Anzi, come dicevamo 25 anni fa a Lagaro:
- How I wish you were here?
- How I wish, how I wish.
martedì 19 giugno 2012
SOTTOSCRIZIONE
Diffondo anche qui, è una cosa seria.
Se vi sembra il caso, condividete. Poi passerò allo spam per e-mail.
Per il momento posso solo aggiungere il breve dialogo che ho sognato stanotte, che probabilmente diventerà il corto più corto di tutti:
"Ti amo."
"Eh?"
Ma a parte questo, cliccate sul link sottostante, leggete e condividete (e anche pagate, perchè no)
Sottoscrivi per Lolli ad Abbey Road
(Guarda se c'è Lolli ad Abbey Road)
NOTA di aprile 2014: tutto ciò divenne obsoleto a seguito del successful crowdfunding su Musicraiser. Però potete sempre buttare un occhio sulla webcam per vedere se passo da lì, prima o poi ci passerò
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