giovedì 30 agosto 2012
deja vu
Anche voi avete tanti amici che quando vi incontrano ripetono la stessa cosa? Aneddoti, luoghi comuni, temibili barzellette, ma uguali?
deja vu
Avete anche voi diversi amici che vi ripetono lo stesso identico discorso a distanza di giorni? Inizialmente, anni fa, poteva dare l'impressione di un deja vu: ora invece sembra un du maron.
lunedì 20 agosto 2012
L'ultima canzone
TESTO IN ANTEPRIMA NAZIONALE
Questa è l’ultima canzone
ve lo giuro, questa è l’ultima canzone son sicuro
Questa è l’ultima canzone
ve lo giù, questa è l’ultima canzone non ne ho più
Ora smetto di suonare vado
a fare il ragioniere, vado a far l’odontotecnico aiutante
Vado a fare il pizzaiolo
così resto un po’ da solo,
chi mi avrà mai messo in
testa anche di fare il cantante?
Un geometra normale che misura nel cortile,
Un geometra normale che misura nel cortile,
farò dei frazionamenti
renderò molto contenti i residenti nelle case, 4 sentimenti base
possidenti senza tanti
sentimenti
Questa è l’ultima canzone
ve lo giuro, questa è l’ultima canzone son sicuro
Questa è l’ultima canzone
ve lo giù, questa è l’ultima canzone non ne ho più
Con i verbi all’infinito
faccio rime all’infinito, alle sagre aiutare i volantini a compilare,
che se bene vuoi mangiare
qui da noi devi arrivare,
che se l’unto voglio
infliggere un poco dovrò soffriggere
Aprirò un videonoleggio
per campare sempre peggio
Così manderò affancule chi
scarica da emule
Mi rovino e compro un
taxi, sempre maledetto C..xi
Visto che solo a pensarci
io mi incazzo sempre più?
Voglio prendere un’edicola
o una rimessa agricola
Devo aprire un’officina
prima che venga mattina
Vado a fare il lattoniere,
l’antennista, il carrozziere
Voglio avere tre cavalli,
uno brutto gli altri belli
Voglio seppellire i morti
giù nella valle degli orti
Voglio essere Maciste
nella valle dei farmacisti
Voglio assistere un
notadro, voglio fare il benzinadro
Importare dall’Olanda poi
scappare con la Panda
Fare il culturista unto
poi scappare con la Punto
Fare il vecchio
pensionante poi scappar con la badante
Fare il tato coi bambini e
scappar coi pannolini
Fare il tato coi marmocchi
e scappar con i pidocchi
Ogni tanto suonare ancora
un po’ con i Big Fest
Costruire bimbi finti da
usare nei crash test
Laurearmi in preveggenza
frequentando fuori sede
Per poter leggere i fondi,
per poter leggere il piede
Questa è l’ultima canzone
ve lo giuro, questa è l’ultima canzone son sicuro
Questa è l’ultima canzone
ve lo giù, questa è l’ultima canzone non ne ho più
Questa è l’ultima canzone
ve lo giuro, questa è l’ultima canzone son sicuro
Questa è l’ultima canzone
non ce n’è più per nessuno
Questa è l’ultima canzone,
meno 3 – 2 - 1
domenica 24 giugno 2012
io vorrei, non vorrei, ma se vuoi
Sto già assaggiando l'estate che spero di evitare il più possibile anche quest'anno rimanendo a casa a dare le medicine all'orto e innaffiare la suocera, ah no viceversa.
Uscirò di casa dalle 12 alle 16 per mangiare polenta col cinghiale senza bere un cazzo.
Cerco l'estate tutto l'anno, e all'improvviso eccola qua.
A causa di figli, moglie e delle loro insane passioni sto scrivendo seduto all'ombra di un enorme gonfiabile del bagno San Marco di Lido di Spina, grazie alla cortesia del gestore Sante che conosciamo già da parecchi anni. Oggi niente ohmbrellone perchè ci fermiamo solo un paio d'ore: ci penserà poi la famiglia nel lungo periodo di luglio, mentre io starò perlopiù a casa a tentare di finire il mio disco.
Qua in spiaggia non c'è wifi, e dovrò trasferire questo testo sul blog in qualche modo arcaico e retrogrado (lo sto riscrivendo, ndr) poichè sto utilizzando l'iPod Touch mentre ascolto Nicola Conte che fa tanto estate fighessa, ma sto disco rompe un pò le balle. Era meglio Bitches Brew che avevo messo prima, ma non si può avere tutto.
L'anno scorso Sante mi disse che non voleva dare il wifi libero a causa della complessa normativa e dei controlli, avrà ragione anche lui, arrivasse mai qualcuno che si mette a chattare seminudo tutto unto con degli anarcoinsurrezionalisti tra uno spritz un mojito una partita a beachvolley un'apericena un discodinner, dopo ci manca pure la polizia postale.
Oggi è il 24 giugno, e ancora manca buona parte delle orde di merde, tutto sommato c'è parvenza umana. Al bar nessuno mi ha pestato i piedi per passarmi davanti. Il sosia di Renato Zero ancora non si esibisce sotto casa. La vecchia del piano di sopra l'ho vista saltellare nell'atrio, come una che prende l'onda e non riesce a fermarsi; ha solo sgocciolato sul nostro balcone un pò di panni stesi ma non ci ha ricoperto con le briciole del pranzo, e pare che abbia anche smesso di trascinare gli armadi alle 4 di notte.
Ieri sera il ristorantone megatronico di Lido degli Estensi - se c'è qualcosa peggio di Spina è gli Estensi - è riuscito a darci un tavolo pur nella ressa del sabato e ci siamo magnati un pò di pesce, con moderazione viste le scarse finanze e il 10% per il servizio. D'altronde qualche grappa del Duce "Vincere" era esposta nel sacrario delle grappe da collezione. C'era un cameriere che sembrava uno di quelli finti come al matrimonio di Venanzio: portava via i piatti senza accertarsi se vuoti o pieni, anche se il mangiante stava mangiando.
Per quanto il servizio fosse comunque efficiente, aspettare un paio d'ore in un ristorante strapieno con le due salamandre minorenni è una cosa che va generalmente evitata.
Zanzare ce n'erano parecchie, ma a quell'ora avevano già mangiato. Ci giravano davanti alla faccia giusto per rompere i maroni.
Il nostro letto ha rete e materasso così immorali che stamattina verso le sette, al passaggio del camion del rusco, mi sono svegliato con i denti spostati.
Qui di fronte alla mia postazione ombreggiata da nonna malata, che camuffo un pò grazie all'iPò e alla maglietta di Frank Zappa, c'è una bellissima piscina unica àncora salvifica dei miei rari momenti adriatici, ma c'è un sacco di gente, ed è veramente un caldo porco come al solito. Che poi non è il caldo, quello lo conosciamo. E' un caldo peggiore, poi la sabbia nei piedi, il secco, l'aria immobile, fermatemi.
Un bimbo all'interno del gonfiabile, protetto da una rete, mi spinge la schiena dicendomi "spingo". Bravo, gli dico, sei coerente.
Tra poco si andrà a fare un'ora di coda da Idea Pizza per mangiare la pizza a metà prezzo, poi sistemarsi un attimo, litigare coi cinni, ripartire, pieno all'iperself che costa meno, generi di prima necessità a Casalecchio, e a casa verso le 20.
Insomma, adesso chiudo e vi saluto con l'altra mano, wish you were here.
Anzi, come dicevamo 25 anni fa a Lagaro:
- How I wish you were here?
- How I wish, how I wish.
Uscirò di casa dalle 12 alle 16 per mangiare polenta col cinghiale senza bere un cazzo.
Cerco l'estate tutto l'anno, e all'improvviso eccola qua.
A causa di figli, moglie e delle loro insane passioni sto scrivendo seduto all'ombra di un enorme gonfiabile del bagno San Marco di Lido di Spina, grazie alla cortesia del gestore Sante che conosciamo già da parecchi anni. Oggi niente ohmbrellone perchè ci fermiamo solo un paio d'ore: ci penserà poi la famiglia nel lungo periodo di luglio, mentre io starò perlopiù a casa a tentare di finire il mio disco.
Qua in spiaggia non c'è wifi, e dovrò trasferire questo testo sul blog in qualche modo arcaico e retrogrado (lo sto riscrivendo, ndr) poichè sto utilizzando l'iPod Touch mentre ascolto Nicola Conte che fa tanto estate fighessa, ma sto disco rompe un pò le balle. Era meglio Bitches Brew che avevo messo prima, ma non si può avere tutto.
L'anno scorso Sante mi disse che non voleva dare il wifi libero a causa della complessa normativa e dei controlli, avrà ragione anche lui, arrivasse mai qualcuno che si mette a chattare seminudo tutto unto con degli anarcoinsurrezionalisti tra uno spritz un mojito una partita a beachvolley un'apericena un discodinner, dopo ci manca pure la polizia postale.
Oggi è il 24 giugno, e ancora manca buona parte delle orde di merde, tutto sommato c'è parvenza umana. Al bar nessuno mi ha pestato i piedi per passarmi davanti. Il sosia di Renato Zero ancora non si esibisce sotto casa. La vecchia del piano di sopra l'ho vista saltellare nell'atrio, come una che prende l'onda e non riesce a fermarsi; ha solo sgocciolato sul nostro balcone un pò di panni stesi ma non ci ha ricoperto con le briciole del pranzo, e pare che abbia anche smesso di trascinare gli armadi alle 4 di notte.
Ieri sera il ristorantone megatronico di Lido degli Estensi - se c'è qualcosa peggio di Spina è gli Estensi - è riuscito a darci un tavolo pur nella ressa del sabato e ci siamo magnati un pò di pesce, con moderazione viste le scarse finanze e il 10% per il servizio. D'altronde qualche grappa del Duce "Vincere" era esposta nel sacrario delle grappe da collezione. C'era un cameriere che sembrava uno di quelli finti come al matrimonio di Venanzio: portava via i piatti senza accertarsi se vuoti o pieni, anche se il mangiante stava mangiando.
Per quanto il servizio fosse comunque efficiente, aspettare un paio d'ore in un ristorante strapieno con le due salamandre minorenni è una cosa che va generalmente evitata.
Zanzare ce n'erano parecchie, ma a quell'ora avevano già mangiato. Ci giravano davanti alla faccia giusto per rompere i maroni.
Il nostro letto ha rete e materasso così immorali che stamattina verso le sette, al passaggio del camion del rusco, mi sono svegliato con i denti spostati.
Qui di fronte alla mia postazione ombreggiata da nonna malata, che camuffo un pò grazie all'iPò e alla maglietta di Frank Zappa, c'è una bellissima piscina unica àncora salvifica dei miei rari momenti adriatici, ma c'è un sacco di gente, ed è veramente un caldo porco come al solito. Che poi non è il caldo, quello lo conosciamo. E' un caldo peggiore, poi la sabbia nei piedi, il secco, l'aria immobile, fermatemi.
Un bimbo all'interno del gonfiabile, protetto da una rete, mi spinge la schiena dicendomi "spingo". Bravo, gli dico, sei coerente.
Tra poco si andrà a fare un'ora di coda da Idea Pizza per mangiare la pizza a metà prezzo, poi sistemarsi un attimo, litigare coi cinni, ripartire, pieno all'iperself che costa meno, generi di prima necessità a Casalecchio, e a casa verso le 20.
Insomma, adesso chiudo e vi saluto con l'altra mano, wish you were here.
Anzi, come dicevamo 25 anni fa a Lagaro:
- How I wish you were here?
- How I wish, how I wish.
martedì 19 giugno 2012
SOTTOSCRIZIONE
Diffondo anche qui, è una cosa seria.
Se vi sembra il caso, condividete. Poi passerò allo spam per e-mail.
Per il momento posso solo aggiungere il breve dialogo che ho sognato stanotte, che probabilmente diventerà il corto più corto di tutti:
"Ti amo."
"Eh?"
Ma a parte questo, cliccate sul link sottostante, leggete e condividete (e anche pagate, perchè no)
Sottoscrivi per Lolli ad Abbey Road
(Guarda se c'è Lolli ad Abbey Road)
NOTA di aprile 2014: tutto ciò divenne obsoleto a seguito del successful crowdfunding su Musicraiser. Però potete sempre buttare un occhio sulla webcam per vedere se passo da lì, prima o poi ci passerò
mercoledì 30 maggio 2012
domenica 20 maggio 2012
Il fattore X
Sì ho capito, X Factor, il nome riempie la bocca. Mal me ne
incolse quando non resistetti e mi iscrissi online, ma soprattutto quando mi
scappò di dare la notizia nel gruppo segreto di facebook, che ormai le cose le
scrivo solo lì e non sulla mia bacheca, che ho degli amici del cazzo.
Amici del cazzo riempie la bocca, in realtà non è così, solamente c’è qualcuno che non desidero si faccia i fatti miei ed infatti tento di impedirgli di vedere le mie cose modificando la privacy. Gli ho dato l’amicizia perché sono un idiota, roba di lavoro, e poi la mia roba se la postano altri si vede comunque, e non posso mica star lì a cancellare tutto, ad es. una taggata di Farnedi o Masotti bisogna tenerla, e come si fa, insomma va ben a cagare te e facebook.
Dopo la telefonata di una signorina cordiale e senz’altro bella, altro che i soliti call center, che mi chiedeva se per il casting di Milano preferivo domenica 20 o lunedì 21, avevo trovato quattro brani che riempivano la bocca. Non sto neanche a scrivere quali erano.
Amici del cazzo riempie la bocca, in realtà non è così, solamente c’è qualcuno che non desidero si faccia i fatti miei ed infatti tento di impedirgli di vedere le mie cose modificando la privacy. Gli ho dato l’amicizia perché sono un idiota, roba di lavoro, e poi la mia roba se la postano altri si vede comunque, e non posso mica star lì a cancellare tutto, ad es. una taggata di Farnedi o Masotti bisogna tenerla, e come si fa, insomma va ben a cagare te e facebook.
Dopo la telefonata di una signorina cordiale e senz’altro bella, altro che i soliti call center, che mi chiedeva se per il casting di Milano preferivo domenica 20 o lunedì 21, avevo trovato quattro brani che riempivano la bocca. Non sto neanche a scrivere quali erano.
Sempre nel gruppo segreto mi fu proposto di andare su con
auto ed autista, ottimo, accettai, salvo poi un repentino cambio di programma
dell’autista, così mi trovai a fare una delle cose che mi riesce meglio, cioè
progettare un viaggio su internet perdendo ore. Trenitaglia ciucciami la
vestaglia (cit. Salvia) poi la metro verde fino a Cadorna e la metro rossa fino
ad Amendola Fiera. Chiedo conferma per l’appunto a Salvia che abita in zona, e
dice che son stato bravo.
Trascorsi un bel venerdì con W Pasquini perché mi mancava la foto da consegnare al provino, così lui mi fece il book, poi andammo a Punto Radio dove feci il provino in diretta, col controcanto punk / oi! di W Pasquini, e una mangiatina al giapponese di Via Don Sturzo che è decisamente buono, anche per i vegetariani.
Trascorsi un bel venerdì con W Pasquini perché mi mancava la foto da consegnare al provino, così lui mi fece il book, poi andammo a Punto Radio dove feci il provino in diretta, col controcanto punk / oi! di W Pasquini, e una mangiatina al giapponese di Via Don Sturzo che è decisamente buono, anche per i vegetariani.
Stammatina, come dicono a Roma per riempirsi la bocca, son partito alle 3:45 per parcheggiare al binario est. Arrivo sui viali e vedo famiglie sulle aiuole centrali con bimbi in braccio, una roba apocalittica.
Cazz’è, penso per riempirmi la mente, nel frattempo interrompono Raistereonotte
per dare notizia del terremoto. Nel salone della stazione, dopo essere riuscito
velocemente ad acquistare un biglietto automatico con carta di credito, mi
brozza un cingalese cinquantenne pieno di valige e sacchi: “Terremoto, tutti
fuori, you speak english, capisci, treni no linea” tracciando con le braccia un
binario immaginario. Ho cominciato a parlargli in inglese ma era ancora peggio,
mi ha detto “no no, se terremoto linea fermi non so, capisci” poi è passato
agli tsunami dello Sri Lanka, 5 milioni di morti, e son riuscito a
divincolarmi.
Treno delle 5:22 sul binario 10, mi accomodo in un sedile singolo e mangio
anche un tramezzino della coop per riempirmi la bocca. Arriva un cretino sui 20
anni con delle corna rosse di pailettes in testa, potendo scegliere tra 12 vagoni vuoti si
stravacca proprio sul posto singolo di fianco a me e si mette a dormire.
Dopo una mezz’ora passa un ferroviere e mi dice di andare al binario 1 ovest,
dove in effetti c’è qualche sedicenne sulla panchina che canta a cazzo
modulando come Giorgia. Salgo anche lì e dopo un po’ arriva un altro ferroviere che
mi dice “se ne parte uno, è di sicuro quello al binario 10”.
Intanto la voce artificiale ripete incessantemente che sono
in corso verifiche alle infrastrutture a causa di scosse telluriche. Una
signora africana ripete “scosse telluriche, scosse telluriche” per riempirsi la
bocca. Su un’altra panchina dorme un tizio senza un piede, a faccia in giù. Uno
sale gridando che qualcuno lo aiuti a portare su le valige, poi si incazza
perché nessuno lo aiuta. Torna quello con le corna e chiede spiccioli per un
caffè della macchinetta, si incazza perché non glieli dà nessuno. C’è una
ragazza carina che si innamora di me a distanza, succede così di rado che lo
capisco persino io.
Ritorna il primo ferroviere e forma un capannello avendo qualche notizia più
certa, e cioè “partire si parte di sicuro, credo fra una decina di minuti”.
Però sono già le 7:50, bene che vada arrivo a Milano alle 11, poi ho la metro.
I cancelli di X Factor aprono alle 9, tocca stare in fila a prendere il numero,
chissà quanta gente c’è, poi se entro nel meccanismo ferroviario son rovinato,
ho già dormito a Milano Centrale nel 1989 e non intendo ripetere l’esperienza.
Quella volta c’era anche una ragazza di Loiano con cui ci piacemmo un po’ e ci
appoggiammo le testine a vicenda per dormire amorevolmente: oggi non ho nessuno,
neanche e soprattutto di sesso maschile nonostante alcune richieste peraltro
light come nel mio stile, che abbia avuto voglia di sopportare me ed un casting
delirante.
Insomma torno a casa, vedendo poi nel sito che alla prima giornata di casting
milanese del giorno prima c’erano 15.000 persone.
Ci sarebbe anche la mia auto, ma andare a Milano costa qualcosina in più, e soprattutto ho il sentore che se non cambio auto entro l'anno mi esploderà sotto il culo.
Ci sarebbe anche domani, ma come asserisco per riempirmi la bocca “mi sono
rotto il cazzo”.
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